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La IV Edizione di Bloomsday – 16 Giugno Pub King’s Cross Salerno

Siamo alla IV edizione di Bloomsday a Salerno ed è sempre Ulysses il protagonista del nostro JoyceJourney. Perchè di viaggio si tratta, quando ci si lascia finalmente andare, consapevolmente o non, al flusso di coscienza più affascinante di tutti i tempi. Ulysses di James Joyce, passato alla storia come il rompicapo della letteratura modernista, non vuole resistenze, né si concede a chi, ostinatamente, pretende di razionalizzare la realtà, racchiudendola nella bolla del visibile e del tangibile. Affidarsi alla lettura di Ulisse, è un pò come seguire il coniglio bianco di Alice, e non è vero che non è da e per tutti.

Per la quarta volta, anche la città di Salerno, come Dublino,Trieste, Genova e tante altre città del mondo, insiste a portare l’attenzione di lettori e non, al fantastico mondo di Joyce, questo sconosciuto. Uno scrittore necessario, un visionario terapeuta, un attentatore dell’animo umano.

Quest’anno vi accompagneremo in un viaggio esilarante, alla ricerca delle Sirene, nell’episodio XI di Ulisse. Dalle ore 20.00 alle 21.00 del 16 Giugno 2018, al Pub King’s Cross di Salerno, sarà come trovarsi all’Ormond Bar di Dublino, dove Bloom si ferma a pranzare. Miss Douce, dai capelli ramati, e Miss Kennedy, la bionda, dietro al bancone del locale, sono la rappresentazione simbolica delle due Sirene omeriche. Bloom poco prima di giungere all’Ormond, s’intrattiene in un negozio, dal cui interno può scorgere, fisso sul ponte Essex, il calesse di Boylan, al quale Bloom non fa che pensare, nella parte iniziale dell’episodio, nevroticamente, ossessivamente, perchè sa che di lì a poco sua moglie Molly lo tradirà con lui. Bloom fa il proprio ingresso nel locale poco dopo Boylan, proprio nell’attimo in cui Simon smette
di suonare al pianoforte la canzone Goodbye, Sweetheart, Goodbye.

Anche a Salerno è Bloomsday…

Pagina Facebook James Joyce Bloomsday Salerno

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A Salerno un’associazione culturale che porta il nome di James Joyce

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Bloomsday Salerno non è solo un evento annuale! 

Si è infatti costituita l’Associazione Culturale denominata E.T.S. JAMES JOYCE con sede a Salerno.

Base fondamentale dell’attività associativa è la promozione e diffusione, in particolare nel proprio ambito territoriale (ma non solo!) dell’opera letteraria, Ulisse, caposaldo della letteratura del ‘900, del celeberrimo scrittore irlandese James Joyce. La diffusione capillare di detta opera, si ritiene necessaria, non solo ai fini strettamente letterari, ma anche artistici e cerativi, essendo Ulisse un testo complesso, ma anche adatto a reinterpretazioni e rielaborazioni in chiave teatrale, cinematografica, didattica e laboratoriale.  L’abbiamo detto più e più volte che l’idea è nata con l’obiettivo di colmare un certo “gap”, una distanza che da sempre esiste tra l’opera di Joyce e il pubblico più generale di lettori che molto spesso si dichiarano attratti dall’opera dello scrittore irlandese, pur non avendo mai letto, goduto, finito l’Ulisse in quanto “incomprensibile”. Crediamo che invece sia davvero un peccato non poter godere di un testo come Ulisse, perché passato alla storia come il libro illeggibile per eccellenza!

Abbiamo inoltre la pretesa di inserire la città di Salerno tra le città italiane ed europee dove da anni questo evento letterario attira e coinvolge, non solo lettori appassionati ed esperti, ma anche, e soprattutto, chi all’Ulisse di James Joyce non si è mai avvicinato.

Siamo pazzi o sognatori?

Yes, we are. Yes.

 

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Il “segno” di Chiara Covino su Bloomsday Salerno

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Chiara Covino

 

James Joyce è traducibile in molte forme d’arte e Bloomsday Salerno vuole essere non solo un evento letterario, ma un vero e proprio spazio di espressione creativa per chi vuole avvicinarsi al fantastico mondo di Joyce col disegno, la grafica, la musica, il teatro, i fumetti e tanto altro.

Chiara Covino, studentessa di Computer Generated Animation allo IED di Roma, è infatti l’autrice del disegno che da un po’ di giorni sta girando sul web come immagine ufficiale della terza edizione di Bloomsday, che si terrà presso il MOA – Museum Operation Avalanche di Eboli (Sa).

La cifra distintiva del lavoro di Chiara Covino è un’espressività sintetica che si realizza in un segno grafico essenziale. Segno ben visibile nel bianco e nero pensato ad hoc per Ade di James Joyce.

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Emian, la musica dell’anima

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Gli Emian Pagan Folk

16 giugno 2017 – Bloomsday Salerno, la terza edizione: concerto degli Emian presso il Moa – Museum Operation Avalanche di Eboli (Sa).

A suonare al funerale del povero Paddy Dignam, morto a causa di un bicchiere di troppo, ci pensano gli Emian. Se è vero che la morte è solenne, talvolta pomposa (pomposità della morte, JJ. Ulisse, Ade VI episodio), è anche vero che porta con sé riti pagani.

Dalla cultura dell’area celtica a quella del Nord Europa, passando per ballate medievali e canti sciamanici, quella degli Emian Pagan Folk è certamente la musica dell’anima, capace di far vibrare in noi le corde di un sentire arcaico che sfugge e si ribella ai ritmi frenetici del mondo moderno.

Scenari folk nordeuropei e mediterranei sono lo sfondo di ammalianti canti echeggianti tra cime innevate, boschi incantati, fiordi scandinavi e scogliere su mari a perdita d’occhio. Mari increspati, mari in tempesta, mari verdemocciolo e mari calmi.

Sono tutti luoghi pregni di energia, quelli degli Emian. Luoghi di opposti in sintonia, dove il bianco ed il nero, come vita e morte, si inchinano ad una madre comune chiamata Natura.

 

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Ade, in scena l’attore e regista Francesco Petti

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Francesco Petti, regista ed attore della terza edizione di Bloomsday Salerno

16 giugno 2017 – “Ade, VI episodio” di “Ulisse” di James Joyce: solenne, ma anche leggero e spensierato momento di riflessione nel suggestivo chiostro del MOA – Museum Operation Avalnche di Eboli (Sa).

Una riflessione sulla morte, dunque? Sì. Ma non intesa come aspetto tragico del reale, ma come vero e proprio strumento di introspezione. La morte è ciò che tu immagini che sia, il tutto muovendosi su un piano tipicamente joyciano: in/out (fuori/dentro). Un continuo uscire fuori di noi, quindi la realtà, ciò che vediamo, sentiamo, tocchiamo, per poi rientrare dentro di noi, quindi il nostro pensiero inconsapevole ed indomabile. Che sia un funerale o una festa, il pensiero ci sovrasta senza seguire logica alcuna. Lui è lì. Che sarà forse questa la presenza davvero inquietante, più della morte stessa, del nostro vivere quotidiano?

Francesco Petti

Attore, regista, musicista, drammaturgo, formatore, si è diplomato nel 1995 presso l’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria. Lo studio di diverse discipline con diversi maestri lo dispone ad un approccio eclettico al lavoro. Da sempre il suo percorso mescola le sue varie passioni.

È tra i fondatori di Casa Babylon Teatro e del gruppo Melisma, che si segnala per l’originale commistione di musica e teatro. Ha collaborato con varie compagnie: TeatroStudio, Theatron, TeatrAzione, Teatro in Movimento, Teatro Ygramul, Compagnia PolisPapin, Teatri Sospesi.

Lavora nell’ambito del teatro ragazzi con l’Associazione Teatro Macondo e ha portato avanti con il collega Giuseppe Vitolo, dal 2007 e per diversi anni, un’esperienza laboratoriale con il DSM Cava-Costa d’Amalfi, con i cui attori ha fondato la Compagnia Senza Rete. Ha lavorato con Carlo Croccolo, Ruggero Cappuccio, Francis Pardeillhan, Francesco Silvestri, Michele Monetta, Vincenzo Pirrotta, Pasquale De Cristofaro, Peppe Lanzetta, Armando Pugliese.

Ha firmato varie regie, tra cui Aliano 35 con Edoardo Siravo, Angeli di Auschwitz con Vanessa Gravina, Effetto C.C. di F. Silvestri e Indubitabili Celesti Segnali con la Compagnia PolisPapin, spettacolo vincitore del Premio del Pubblico al Roma Fringe Festival 2015. Il suo ultimo lavoro è Tàlia si è addormentata, di cui ha curato scrittura, regia e musiche, sempre con la Compagnia PolisPapin.

Attualmente è stabile nella compagnia Teatro Macondo e con i colleghi Emilio Barone ed Alessandra Chieli, con i quali esplora l’interfaccia tra letteratura e teatro. È uscito di recente l’audiolibro L’uomo della sabbia di E.T.A. Hoffmann, per i tipi dell’Orma Editore, presentato in anteprima al Salone del Libro di Torino, di cui ha curato anche le musiche.

 

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Edoardo Camurri ospite d’eccezione della III edizione di Bloomsday

Prestigiosa anteprima della terza edizione di Bloomsday Salerno, che sabato 3 giugno 2017, alle ore 18.30, ospiterà presso il MOA – Museum Operation Avalanche di Eboli (Sa) l’autore, giornalista, conduttore radiofonico e televisivo Edoardo Camurri.

Camurri ha condotto su Radio 3 trasmissioni come Tabloid, Radio 3 Mondo, Prima Pagina. Da autore televisivo ha firmato diversi programmi, tra cui Le vite degli altri, Istantanea e La Gaia Scienza, andate in onda su LA7. Da settembre 2013 conduce Viaggio nell’Italia che cambia e nel 2014 il talent show PiTeco su Rai Storia.

In occasione del Giro d’Italia 2015 ha curato e condotto la rubrica Viaggio nell’Italia del Giro, in cui ha mostrato i luoghi più famosi e storicamente rilevanti toccati dal percorso della corsa rosa. Ha condotto, inoltre, il programma I grandi della letteratura italiana, in onda su Rai 5, e Provincia Capitale, prodotto da Rai Cultura.

È autore di L’Italia dei miei stivali (Milano, Rizzoli), Necessità della sprezzatura in Juan Rodolfo Wilcock ed Il reato di scrivere (Milano, Adelphi).

“Il viaggio di Camurri è una corsa nell’anima del paese”: lo si legge in un articolo de Il Corriere della Sera a proposito del programma “Viaggio nell’Italia del Giro” di Edoardo Camurri su Rai 2. Ed è proprio questa sua ricerca d’anime nel Belpaese, oltre che il suo coinvolgimento nell’affascinante mondo joyciano, tra un Ulisse ed un Finnegans Wake, a fare di Edoardo Camurri l’ospite più atteso e gradito della terza edizione di Bloomsday a Eboli, nel Salernitano.

Perché siamo certi che un posto come il MOA di Eboli è la location perfetta per parlare di Joyce (e la psichedelia?) insieme ad Edoardo Camurri.

 

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James Joyce non era uno Yogi

joyce pensaNell’ambito di Waiting for Bloomsday, appuntamento che ci prepara al Bloomsday del 16 giugno, evento annuale ed internazionale dedicato allo scrittore irlandese James Joyce, quest’anno assisteremo ad un Flash Mob davvero singolare in un luogo del centro di Salerno. A quanto pare, questa volta, lo scrittore irlandese dovrà fare i conti con una delle discipline più antiche al mondo: lo Yoga. E se con Joyce dobbiamo parlare di flusso di coscienza, nello Yoga dobbiamo chiamarle Vritti (sanscrito) quelle onde pensiero ininterrotte ed inconsapevoli.

Il motivo per cui la scuola Devayoga di Salerno e l’evento Bloomsday Salerno abbiano scelto di collegare la pratica dello Yoga allo scrittore James Joyce è molto originale: non c’è libro che rappresenti in maniera migliore i meccanismi della mente, gli stessi che lo Yoga, da secoli, cerca di portare alla luce, affinché i pensieri non siano solo elemento di disturbo alla nostra vita, ma che, anzi, la rendano più autentica e quanto più fedele possibile alla nostra vera Natura.

Da qui l’idea di usare Ulisse come massima rappresentazione del mentale e lo yoga come suo estremo opposto. Una sorta di convivenza pacifica tra due mondi: come Prakriti (Ulisse) e Purusha (lo Yoga). Materia e Spirito sullo stesso campo di battaglia, come in una moderna interpretazione della Bhagavadgita, testo sacro della tradizione induista. L’Ulisse di Joyce è la storia di una battaglia: la vita quotidiana. Ed è forse questa l’unica vera battaglia che combattiamo, senza nemmeno esserne consapevoli.

La pratica dello Yoga, che a quanto pare sembra essere stata occidentalizzata abbastanza, è invece per molti praticanti un vero campo di battaglia, non un angolo di dormiveglia che ti assopisce e ti regala scenari esotici all inclusive. Se alla parola battaglia la nostra mente associa concetti come guerra o violenza, diciamole che è sulla strada sbagliata. Penso che il successo dello Yoga, in questo preciso momento storico, vada invece letto così: c’è un estremo ed urgente bisogno di cambiamento.

Allora un flash mob serve anche a comunicare un sentire comune, senza mezzi termini. Esattamente come nella Bhagavadgita il povero Arjuna ebbe bisogno di un avatar che lo guidasse verso la liberazione da sé stesso. Perché in fondo, siamo tutti un po’ zavorre.

Vi pare azzardato il paragone tra Ulisse (eroe del quotidiano) ed Arjuna (eroe dotato di libero arbitrio)? Certamente Joyce non era un praticante di Yoga. Nel suo caso, meno male! Se avesse calmato la sua mente e taciuto il suo flusso ininterrotto di pensieri, probabilmente non avrebbe scritto Ulisse e oggi non godremmo di questo capolavoro letterario del 900. E tanto per citare Joyce, ecco cosa si legge nel XV episodio di Ulisse: Aum! Bianco yogin degli dei.

Per maggiori dettagli sull’evento, consultare le pagine facebook James Joyce Bloomsday Salerno e Devayoga Salerno – Associazione Sportiva Dilettantistica.

Bruna Autuori

 

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La III edizione di Bloomsday Salerno al MOA di Eboli

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Il MOA di Eboli

È ufficiale: la terza edizione di Bloomsday si terrà al MOA Museum Operation Avalanche di Eboli (Sa) il 16 giugno 2017.

E così la terza edizione di Bloomsday Salerno si chiamerà, eccezionalmente, Bloomsday@Moa: James Joyce si è fermato a Eboli. Perché prendere e spostare di sana pianta il carrozzone Bloom da Salerno a Eboli? Non era già abbastanza spiazzante l’aver preteso che l’autore irlandese venisse, senza troppi preavvisi, imposto al territorio salernitano? Il punto è proprio questo: non ci piace pensare che Bloomsday – evento già sopra le righe di per sé – crei accomodamenti, né geografici né ideologici. È stato ribadito e scritto più volte, nelle precedenti edizioni salernitane, che Bloomsday nasce con l’obiettivo dichiarato di diffondere il capolavoro joyciano affinché tutti possano goderne.

“Ulisse” non è un libro da leggere. Ulisse è Il Libro da vivere. Non è leggendolo alla prima che capisci qualcosa, forse nemmeno insistendo nel voler per forza capire. Ulisse arriva quando meno te l’aspetti, come un’intuizione. Un flash che dura pochi attimi, giusto il tempo di intravedere un non so che di eroico nelle fittissime maglie di una giornata come tante. È impensabile imporne la lettura, anche a chi davvero vorrebbe, ma a ragione proprio non ce la fa. L’Ulisse di Joyce è (e resterà) l’impresa eroica di pochi coraggiosi.

Eppure a noi joyciani (più corretto sarebbe dire Joyce obsessed) non va giù che proprio Ulisse, vero ed autentico inno alla vita, venga messo alla pari del cubo di rubik. Al contrario, è un testo di facile soluzione, proprio quando non ti ci accanisci più. Ed allora, ecco che ad abbattere le barriere tra il mattone joyciano ed un potenziale suo lettore ci pensa Bloomsday. Vogliamo che almeno se ne parli e che se ne esorcizzi la presunta, talvolta conclamata, illeggibilità. Perché lasciarsi intimorire dalle pagine di un libro che altro non è che una modalità del mentale messa su carta? Illeggibile ed inafferrabile è, tale modalità, in tutti noi, nessuno escluso.

Ci sta, allora, che Bloomsday si scomodi (e scomodi anche i timidi lettori) ad andare proprio nei luoghi che non diresti mai. È quel non diresti mai che quest’anno fa del MOA di Eboli la location perfetta. Assolve e risponde a tutti i punti critici fin qui spiegati e riassunti in due parole chiave: diffusione e decentramento. E se proprio non vogliamo dare spiegazioni troppo idealiste al perché di questo improvviso spostamento dal centro verso la periferia, ci basti varcare il portone del MOA per capire che anch’esso, come Ulisse, non è un luogo, ma Il Luogo. Ne subisci il fascino e l’inspiegabile sentimento di appartenenza. Altro punto in comune con Ulisse. Di luoghi così, che non diresti mai, ce ne sono molti in Campania ed il MOA di Eboli è certamente uno di questi, soprattutto agli occhi di chi si è assuefatto al mood della city, che viene, a torto, concepita come unica cabina di regia possibile. Bloomsday non è solo un evento letterario, ma una frequenza su cui sintonizzarsi per andare un po’ più al di là di quella ineluttabile modalità del visibile, tanto per citare Joyce.

Concludo raccontando un aneddoto molto significativo. In un articolo dell’anno scorso, in occasione di Bloomsday Salerno 2016 – II Edizione, in cui spiegavo che legame ci fosse tra James Joyce ed i finanziatori dell’evento, scrivevo quanto segue: “Un Bloomsday a Salerno è come dire che Cristo si è fermato ad Eboli. Sebbene alla Aliano contadina del 1935, Carlo Levi si ispirò” (Bloomsday Salerno 2016).

Volevo in qualche modo mettere in risalto – in maniera ironica e provocatoria, è chiaro – il fatto che proprio chi di James Joyce non sa nulla, alla fine sceglie di finanziare un evento a lui dedicato. Paradossalmente l’aspetto pop (trash per alcuni), ma allo stesso tempo amaro, della seconda edizione, fu esattamente questo: voler calcare la mano su un’ipotetica working class che avanza con in mano l’Ulisse di James Joyce, come nel Quarto Stato di Pelizza da Volpedo. Il mio articolo faceva, infatti, riferimento ad un’azienda di trasporti, ad un fioraio, a due pizzaioli ed a due personal trainers. Tralasciando però l’aspetto un po’ retorico dell’aneddoto, oggi fa un certo effetto constatare che quel riferimento al Cristo di Levi metteva già in connessione Eboli con James Joyce. Il MOA, che io allora non conoscevo, era in qualche modo già parte del girone joyciano. E se quando dico girone vi viene in mente qualcosa di infernale, non avete intuito male…

Venite a scoprirlo il 16 giugno 2017 presso il MOA Museum Operation Avalanche di Eboli.

Bruna Autuori, curatrice di Bloomsday Salerno

 

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Un fluido in movimento, Bloomsday Salerno ha spiccato il volo

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Bruna Autuori

È ufficiale, lo dicono i media nazionali: Salerno viene menzionata tra le città dove Bloomsday, commemorazione dedicata allo scrittore irlandese James Joyce, si tiene ogni anno il 16 giugno. E non poteva essere altrimenti, dato il conclamato successo del 2015, anno in cui Bloomsday Salerno muoveva i primi timidi passi tra i vicoli del capoluogo campano, e lo strepitoso bis della seconda edizione, conclusasi lo scorso 25 giugno.

È ancora una volta il mare l’elemento che accomuna tutte le città dove si tiene l’evento. “Guarda il mare, non gli importa delle offese”, si legge nel primo episodio di “Ulisse”. Ed è stato proprio Stephen il protagonista di questa seconda edizione. Il personaggio su cui l’associazione culturale teatrAzione di Igor Canto e Cristina Recupito ha puntato i riflettori nella “solenne” serata del 16 giugno, nel suggestivo ed elegante cortile dell’Ostello di Salerno “Ave Gratia Plena”. Parliamo nello specifico del reading-spettacolo “Fluido Joyce” e di come gli sguardi incantati e sognanti di un pubblico attento ed interessato fossero rapiti dagli hang drums di Alessandro Ferrentino e dal violino di Maria Anna Siani di Legni & Ombre.

Tutto molto fluido, molto sensoriale, dalla lettura in inglese a cura di Bruna Autuori all’esposizione di fumetti di Salvatore Parola della Scuola Salernitana del Fumetto Comix Ars. E così Bloomsday Salerno, progetto a cura di Bruna Autuori, quest’anno sembra davvero aver spiccato il volo, alla volta di città lontane e vicine nelle quali esiste una vera e propria festa per James Joyce.

«Non ci siamo fatti mancare nulla quest’anno», afferma la curatrice Bruna Autuori, che non fa segreto del modello ispiratore triestino. Ed è stato, infatti, un triestino l’ospite d’eccezione di Bloomsday Salerno 2016: Riccardo Cepach, Responsabile del Museo Svevo e Museo Joyce di Trieste, che sabato 25 giugno, presso l’Ostello di Salerno “Ave Gratia Plena”, ha fatto rivivere l’eroicomica epopea dello scrittore irlandese nella città di Trieste, dove arrivò il 20 ottobre del 1904.

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I protagonisti della serata del 25 giugno: da sin., Igor Canto, Loredana Mauri, Riccardo Cepach e Francesco Memoli

Unanime plauso anche per la musica ammaliante degli Emian Pagan Folk, che la sera del 23 giugno, presso il King’s Cross Irish Pub, hanno letteralmente rapito l’attenzione dei presenti. Ed ancora, il carteggio proibito, le dirty letters tra Joyce e sua moglie Nora, lette da Igor Canto e Cristina Recupito.

Bloomsday Salerno 2016 è stato davvero un fluido in movimento, che ha spaziato dal teatro alla musica, dai fumetti all’Irlanda come sfondo di ben tre serate. E proprio in Irlanda siamo stati la sera del 25 giugno in compagnia dei Wild Irish Way, con Francesco Memoli e Loredana Mauri e le letture tratte dal libro dello stesso Memoli, “Dal verde chiaro al verde scuro – Le conseguenze dell’Irlanda”. Un diario di viaggio che riporta l’immaginazione a quelle distese verdi che si estendono infinite, come infinito è il mare che non tocca mai orizzonte.

Allora Bloomsday deve davvero avere un senso, anche a Salerno, dove il mare sembra essere l’elemento comune a tutte quelle città che ogni 16 giugno fanno di Joyce l’icona di uno stile inimitabile. Anche quando Sandycove e Howth sembra nulla abbiano a che spartire con l’antichissimo centro storico campano, le cui forme architettoniche sono specchio di radici tutt’altro che Irish, diventa chiaro a tutti lo slogan, ormai ufficiale, del Bloomsday salernitano: “Se c’è il mare allora si può fare”.

Per info e contatti:
Bloomsday Salerno 2016 – Tel. 340.8739664 – www.bloomsdaysalerno.itinfo@bloomsdaysalerno.it – Facebook: James Joyce Bloomsday Salerno

 

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Buona la prima, sabato 25 giugno il gran finale con Riccardo Cepach

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Un momento della prima serata

Continua a Salerno la maratona joyciana con Bloomsday. Dopo la grande “prima” del 16 giugno scorso, spazio ora ad altri due attesissimi appuntamenti, in calendario il 23 ed il 25 giugno.

Non si è ancora spenta l’eco per la serata inaugurale di Bloomsday Salerno 2016, progetto a cura di Bruna Autuori, in collaborazione con l’associazione culturale teatrAzione, volto a celebrare lo scrittore irlandese James Joyce ed il suo celebre romanzo “Ulisse”.

Il pubblico presente giovedì 16 giugno presso l’Ostello di Salerno “Ave Gratia Plena” ha particolarmente apprezzato la performance “Fluido Ulisse”, messa in scena da Igor Canto e Cristina Recupito, con musica a cura di Legni & Ombre di Alessandro Ferrentino e Maria Anna Siani. Unanimi consensi anche per “Dedalus, un flusso di incoscienza”, esposizione di fumetti tratti da Ulisse di James Joyce a cura di Salvatore Parola, fumettista e docente presso la Scuola Salernitana del Fumetto Comix Ars.

Ma Bloomsday Salerno 2016 non si ferma qui, “regalando” altre due iniziative che si preannunciano ugualmente stuzzicanti. Si parte giovedì 23 giugno, alle ore 21.00, quando il King’s Cross Irish Pub di via Roma, 214, sarà la location di “James Joyce Gossip”. Appuntamento con gli “Emian Pagan Folk” e con un James Joyce mai letto né ascoltato prima. Igor Canto e Cristina Recupito di teatrAzione, infatti, leggeranno degli estratti delle lettere che lo scrittore inviava a sua moglie Nora Bernacle, esprimendo tutto il desiderio e l’amore per lei. Il tutto con l’ammaliante sottofondo musicale degli “Emian Pagan Folk”, giovane formazione il cui repertorio spazia dalla cultura dell’area celtica a quella del Nord Europa, passando per ballate medievali e canti sciamanici.

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Riccardo Cepach

Grande attesa anche per il terzo ed ultimo appuntamento di Bloomsday Salerno 2016, in programma sabato 25 giugno, alle ore 21.00, presso l’Ostello di Salerno “Ave Gratia Plena” (ingresso libero), sito in via Canali (centro storico). Ospite d’eccezione Riccardo Cepach, Responsabile del Museo Svevo e Museo Joyce di Trieste, che sarà il protagonista di “TRIESTE, AH TRIESTE HATES MY LIVER” – James Joyce a Trieste fra miti e osterie.

Riccardo Cepach racconterà l’eroicomica epopea dello scrittore irlandese nella città di Trieste, dove arriva il 20 ottobre del 1904 per prendere servizio alla Berlitz School, quella che anni dopo, in una lettera all’amico Italo Svevo, diventerà la “Berlitz Cul”. Una visita guidata alla Trieste joyciana delle tante chiese, delle lezioni di inglese, dei suoi grandi libri, ma anche delle osterie popolari e dei vini dalmati ed istriani (su tutti il suo prediletto, l’Opolo della lontana isola di Lissa).

La serata proseguirà con un reading dal libro “Dal verde chiaro al verde scuro – Le conseguenze dell’Irlanda” dello scrittore e musicista Francesco Memoli, che sarà accompagnato dal gruppo folk irlandese “Wild Irish Way”. Sarà il degno epilogo di questa seconda edizione di Bloomsday Salerno, caratterizzata dalla presenza di prestigiose personalità ed artisti di spessore ed impreziosita dal patrocinio dell’Ambasciata Irlandese in Italia.

Per info e contatti:
Bloomsday Salerno 2016 – Tel. 340.8739664 – www.bloomsdaysalerno.itinfo@bloomsdaysalerno.it – Facebook: James Joyce Bloomsday Salerno