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Edoardo Camurri ospite d’eccezione della III edizione di Bloomsday

Prestigiosa anteprima della terza edizione di Bloomsday Salerno, che sabato 3 giugno 2017, alle ore 18.30, ospiterà presso il MOA – Museum Operation Avalanche di Eboli (Sa) l’autore, giornalista, conduttore radiofonico e televisivo Edoardo Camurri.

Camurri ha condotto su Radio 3 trasmissioni come Tabloid, Radio 3 Mondo, Prima Pagina. Da autore televisivo ha firmato diversi programmi, tra cui Le vite degli altri, Istantanea e La Gaia Scienza, andate in onda su LA7. Da settembre 2013 conduce Viaggio nell’Italia che cambia e nel 2014 il talent show PiTeco su Rai Storia.

In occasione del Giro d’Italia 2015 ha curato e condotto la rubrica Viaggio nell’Italia del Giro, in cui ha mostrato i luoghi più famosi e storicamente rilevanti toccati dal percorso della corsa rosa. Ha condotto, inoltre, il programma I grandi della letteratura italiana, in onda su Rai 5, e Provincia Capitale, prodotto da Rai Cultura.

È autore di L’Italia dei miei stivali (Milano, Rizzoli), Necessità della sprezzatura in Juan Rodolfo Wilcock ed Il reato di scrivere (Milano, Adelphi).

“Il viaggio di Camurri è una corsa nell’anima del paese”: lo si legge in un articolo de Il Corriere della Sera a proposito del programma “Viaggio nell’Italia del Giro” di Edoardo Camurri su Rai 2. Ed è proprio questa sua ricerca d’anime nel Belpaese, oltre che il suo coinvolgimento nell’affascinante mondo joyciano, tra un Ulisse ed un Finnegans Wake, a fare di Edoardo Camurri l’ospite più atteso e gradito della terza edizione di Bloomsday a Eboli, nel Salernitano.

Perché siamo certi che un posto come il MOA di Eboli è la location perfetta per parlare di Joyce (e la psichedelia?) insieme ad Edoardo Camurri.

 

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James Joyce non era uno Yogi

joyce pensaNell’ambito di Waiting for Bloomsday, appuntamento che ci prepara al Bloomsday del 16 giugno, evento annuale ed internazionale dedicato allo scrittore irlandese James Joyce, quest’anno assisteremo ad un Flash Mob davvero singolare in un luogo del centro di Salerno. A quanto pare, questa volta, lo scrittore irlandese dovrà fare i conti con una delle discipline più antiche al mondo: lo Yoga. E se con Joyce dobbiamo parlare di flusso di coscienza, nello Yoga dobbiamo chiamarle Vritti (sanscrito) quelle onde pensiero ininterrotte ed inconsapevoli.

Il motivo per cui la scuola Devayoga di Salerno e l’evento Bloomsday Salerno abbiano scelto di collegare la pratica dello Yoga allo scrittore James Joyce è molto originale: non c’è libro che rappresenti in maniera migliore i meccanismi della mente, gli stessi che lo Yoga, da secoli, cerca di portare alla luce, affinché i pensieri non siano solo elemento di disturbo alla nostra vita, ma che, anzi, la rendano più autentica e quanto più fedele possibile alla nostra vera Natura.

Da qui l’idea di usare Ulisse come massima rappresentazione del mentale e lo yoga come suo estremo opposto. Una sorta di convivenza pacifica tra due mondi: come Prakriti (Ulisse) e Purusha (lo Yoga). Materia e Spirito sullo stesso campo di battaglia, come in una moderna interpretazione della Bhagavadgita, testo sacro della tradizione induista. L’Ulisse di Joyce è la storia di una battaglia: la vita quotidiana. Ed è forse questa l’unica vera battaglia che combattiamo, senza nemmeno esserne consapevoli.

La pratica dello Yoga, che a quanto pare sembra essere stata occidentalizzata abbastanza, è invece per molti praticanti un vero campo di battaglia, non un angolo di dormiveglia che ti assopisce e ti regala scenari esotici all inclusive. Se alla parola battaglia la nostra mente associa concetti come guerra o violenza, diciamole che è sulla strada sbagliata. Penso che il successo dello Yoga, in questo preciso momento storico, vada invece letto così: c’è un estremo ed urgente bisogno di cambiamento.

Allora un flash mob serve anche a comunicare un sentire comune, senza mezzi termini. Esattamente come nella Bhagavadgita il povero Arjuna ebbe bisogno di un avatar che lo guidasse verso la liberazione da sé stesso. Perché in fondo, siamo tutti un po’ zavorre.

Vi pare azzardato il paragone tra Ulisse (eroe del quotidiano) ed Arjuna (eroe dotato di libero arbitrio)? Certamente Joyce non era un praticante di Yoga. Nel suo caso, meno male! Se avesse calmato la sua mente e taciuto il suo flusso ininterrotto di pensieri, probabilmente non avrebbe scritto Ulisse e oggi non godremmo di questo capolavoro letterario del 900. E tanto per citare Joyce, ecco cosa si legge nel XV episodio di Ulisse: Aum! Bianco yogin degli dei.

Per maggiori dettagli sull’evento, consultare le pagine facebook James Joyce Bloomsday Salerno e Devayoga Salerno – Associazione Sportiva Dilettantistica.

Bruna Autuori