Salvatore Parola presenta “Dedalus, un flusso di incoscienza”

 

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Giovedì 16 giugno 2016, alle ore 20.30, presso l’Ostello di Salerno “Ave Gratia Plena”, è in programma per la prima serata di Bloomsday Salerno “Dedalus, un flusso di incoscienza”, esposizione di fumetti tratti da Ulisse di James Joyce a cura di Salvatore Parola.

«Mi sono lanciato nel mondo di James Joyce senza rimanere sul ciglio delle colonne: se vuoi navigare, devi stare alle regole del Poseidone Joyciano e lasciare la razionalità fuori dal tempio». Come dare torto a Salvatore Parola, fumettista e docente presso la Scuola Salernitana del Fumetto Comix Ars?

Senza troppo ragionarci su, con disinvoltura e naturalezza, Salvatore prende in mano la matita e tira fuori, come da un cilindro, uno dei personaggi più amati delle pagine joyciane: Stephen Dedalus. Sorride e lo definisce flusso di incoscienza proprio perché sa cosa vuol dire rendere fumetto l’Ulisse di Joyce. È un lavoro spericolato, per pochi eletti visionari che sanno andare ben oltre il nero della parola scritta. Bloomsday Salerno gli affida la rappresentazione, in fumetto, di una parte del primo episodio di Ulisse. Una composizione di 9 tavole che saranno esposte giovedì 16 giugno presso l’Ostello di Salerno “Ave Gratia Plena”.

Salvatore si lascia ispirare da autori quali Moebius, Toppi, Breccia, Pazienza e Risso, che fanno del fumetto una forma d’espressione capace di mettere in collegamento conscio ed inconscio, assottigliando la linea di confine tra sogno-realtà-racconto.

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Salvatore Parola

«Quello di Joyce è solo un caos apparente – spiega Salvatore perché l’inconscio ha un ordine che la razionalità non conosce. Con questa logica, ho lasciato che fossero i personaggi ad utilizzare me come mezzo d’espressione e non viceversa. Vivono di vita propria e le interpretazioni sono molteplici, così come gli stati d’animo che essi suscitano. È stato interessante metterli in una dimensione metafisica, quale una tavola di fumetto è».

Bloomsday è già un progetto spericolato e visionario di per sé. Figuriamoci se a Salerno potevamo farci mancare Ulisse a fumetto! È d’accordo Salvatore Parola, che si è lanciato in quest’avventura con una dose di incoscienza che fa di lui uno degli interpreti di spicco della seconda edizione.

Prendi Stephen, prendi Buck Mulligan e vai a capire se la scala della torre Martello è una scala a chiocciola e se la pantera è davvero solo una pantera. Ci vuole fantasia e soprattutto pazienza.

«La difficoltà interpretativa – confessa Salvatore è stata proprio questa: non si possono razionalizzare i luoghi, i tempi e gli eventi del racconto. Il lavoro sulla psiche è più simile al lavoro artistico che a quello scientifico, prendendo in prestito un pensiero jodorowskyano. Poiché gli eventi si confondono, il tempo perde la sua linearità ed il prima, durante e dopo diventa un interminabile adesso. È in quell’attimo di lettura che i personaggi si muovono e prendono vita. Tutto il resto svanisce».

E se a questo punto della lettura vi sarà venuta in mente la frase “tutto il resto è noia”, avete joycianaMente colto il non-sense di Bloomsday.