Ade, in scena l’attore e regista Francesco Petti

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Francesco Petti, regista ed attore della terza edizione di Bloomsday Salerno

16 giugno 2017 – “Ade, VI episodio” di “Ulisse” di James Joyce: solenne, ma anche leggero e spensierato momento di riflessione nel suggestivo chiostro del MOA – Museum Operation Avalnche di Eboli (Sa).

Una riflessione sulla morte, dunque? Sì. Ma non intesa come aspetto tragico del reale, ma come vero e proprio strumento di introspezione. La morte è ciò che tu immagini che sia, il tutto muovendosi su un piano tipicamente joyciano: in/out (fuori/dentro). Un continuo uscire fuori di noi, quindi la realtà, ciò che vediamo, sentiamo, tocchiamo, per poi rientrare dentro di noi, quindi il nostro pensiero inconsapevole ed indomabile. Che sia un funerale o una festa, il pensiero ci sovrasta senza seguire logica alcuna. Lui è lì. Che sarà forse questa la presenza davvero inquietante, più della morte stessa, del nostro vivere quotidiano?

Francesco Petti

Attore, regista, musicista, drammaturgo, formatore, si è diplomato nel 1995 presso l’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria. Lo studio di diverse discipline con diversi maestri lo dispone ad un approccio eclettico al lavoro. Da sempre il suo percorso mescola le sue varie passioni.

È tra i fondatori di Casa Babylon Teatro e del gruppo Melisma, che si segnala per l’originale commistione di musica e teatro. Ha collaborato con varie compagnie: TeatroStudio, Theatron, TeatrAzione, Teatro in Movimento, Teatro Ygramul, Compagnia PolisPapin, Teatri Sospesi.

Lavora nell’ambito del teatro ragazzi con l’Associazione Teatro Macondo e ha portato avanti con il collega Giuseppe Vitolo, dal 2007 e per diversi anni, un’esperienza laboratoriale con il DSM Cava-Costa d’Amalfi, con i cui attori ha fondato la Compagnia Senza Rete. Ha lavorato con Carlo Croccolo, Ruggero Cappuccio, Francis Pardeillhan, Francesco Silvestri, Michele Monetta, Vincenzo Pirrotta, Pasquale De Cristofaro, Peppe Lanzetta, Armando Pugliese.

Ha firmato varie regie, tra cui Aliano 35 con Edoardo Siravo, Angeli di Auschwitz con Vanessa Gravina, Effetto C.C. di F. Silvestri e Indubitabili Celesti Segnali con la Compagnia PolisPapin, spettacolo vincitore del Premio del Pubblico al Roma Fringe Festival 2015. Il suo ultimo lavoro è Tàlia si è addormentata, di cui ha curato scrittura, regia e musiche, sempre con la Compagnia PolisPapin.

Attualmente è stabile nella compagnia Teatro Macondo e con i colleghi Emilio Barone ed Alessandra Chieli, con i quali esplora l’interfaccia tra letteratura e teatro. È uscito di recente l’audiolibro L’uomo della sabbia di E.T.A. Hoffmann, per i tipi dell’Orma Editore, presentato in anteprima al Salone del Libro di Torino, di cui ha curato anche le musiche.