video_sloan

L’omaggio di John Peter Sloan a Bloomsday Salerno

James Joyce letto da un inglese, e non un inglese qualsiasi, ha il suo perché, ma tiene a precisarlo anche lui, John Peter Sloan, che Joyce era irlandese.

Ed è così che l’insegnante d’inglese più conosciuto e amato d’Italia omaggia eccezionalmente Bloomsday Salerno con un video che è l’anticipazione dell’edizione 2016.

La figura di Stephen Dedalus, da The portrait of the artist as a young man a Ulysses, quest’anno la fa da padrona. E così perfino Mr Sloan, che con la letteratura non ha molto a che spartire, rende omaggio allo scrittore irlandese ed a Bloomsday Salerno come solo lui sa fare, nel modo più spontaneo e singolare possibile.

Grazie John!

bloomschool_classicocava_16maggio_evidenza

BloomSchool, non è tutto inglese ciò che brilla

bloomschool_classicocava_16maggio10

La tappa di BloomSchool al Liceo Classico “Marco Galdi”

Dublino, Giugno 2013, di ritorno dalla Martello Tower di Sandycove, scorrono veloci le immagini dai finestrini della dart: un Bloomsday a Salerno. Dublino, Trieste, Genova, Salerno: se c’è il mare allora si può fare. E chi l’avrebbe mai detto che di lì a due anni Bloomsday avrebbe spiccato il volo proprio sul mare salernitano? Pensare a quanto decisivo fu quel tragitto da Sandycove a Dublino centro. “Cosa ci fai a Dublino?”, ti chiede un tassista. Risposta: “Imparo l’inglese”. E il tassista può solo riderti in faccia.

16 e 28 Giugno 2015, Arco Catalano di Palazzo Pinto nel cuore del centro storico di Salerno diventa, per la prima volta, un suggestivo angolo di Irlanda, una piccola Itaca, pronta ad accogliere gli oltre duecento spettatori che arrivano incuriositi e puntuali al primo appuntamento con James Joyce, alla ricerca di un viaggio verso mondi letterari inesplorati.

Da lì, un susseguirsi di iniziative e idee nate spontaneamente, come spontaneo è quel flusso di pensieri ed epifanie tipico della scrittura joyciana.

16 Maggio 2016, ore 10.00, Aula Magna del Liceo Classico “Marco Galdi” di Cava de’ Tirreni: gli studenti di quarto e quinto anno si affidano increduli ad una lettura che inaspettatamente li rapisce, li spiazza. Un James Joyce così dannatamente umano, a tratti insolente, sfacciato, proprio non l’avevano mai sentito. Certo, cosa ti aspetti da un’iniziativa proposta da una scuola? Sono rassegnati: si siedono e già immaginano Paolo e Francesca. E invece si trovano a dover fare i conti con l’antifavola per eccellenza, loro che a Shrek e Fiona sono già abituati. Catapultati in una dimensione tutt’altro che lontana dal loro vivere quotidiano, si lasciano andare al monologo interiore di Leopold e Molly Bloom e conoscono bene la lezione del giorno: no plot but yours.

Partono maliziose le risate e le ragazze hanno già capito l’antifona: “Chi l’ha inventata questa storia per le donne che sono solo vestiti bambini e cucina”, pensa Molly stizzita. Una sottile vena femminista rapisce l’attenzione delle giovanissime in sala. E poi c’è chi ha già scelto James Joyce come argomento di esame di stato o chi vorrebbe addirittura intraprendere studi sul gaelico.

Tutto questo è Bloomsday. E lo era già, da quel famoso viaggio da Sandycove a Dublino Centro. Perché pensiamo che Bloomsday non debba essere solo un evento culturale, ma un vero e proprio spazio di compensazione.

Bloomsday è compensazbloomschool_classicocava_16maggio8ione, lì dove ci sono molti miti da sfatare. Miti e leggende metropolitane che passano indisturbati di generazione in generazione. Chapeau ai Beatles e all’impero che gli inglesi hanno saputo mettere in piedi. Chi non rimane senza fiato dinanzi all’imponenza del Big Ben di Londra? O chi non rimane a bocca aperta davanti al Tower Bridge illuminato di notte sul Tamigi? Tutti sono d’accordo e tutti, almeno una volta, abbiamo subito il fascino dello stile British, dagli arredamenti all’abbigliamento, dalla musica al cibo. Ma come glielo spieghi a un irlandese che sei andato a fare la spesa con la shopping bag firmata Harrods? In Italia succede. Come succede che si arrivi alla laurea in Lingue Straniere nella convinzione che Dublino sia Regno Unito. Ed è con queste immagini preconfezionate, questi pacchetti all inclusive, risultato di una vera e propria politica dei simboli di massa, che lasciamo il bel paese alla volta di mete che avvalorano uno status symbol più che un sapere vero, autentico. Vorremmo parlare di autenticità e invece dobbiamo definirla mercificazione.

Mercificazione linguistica e culturale. O forse vi piace di più Standardisation Process?

However, l’egemonia inglese sulla formazione delle giovani menti europee (gli italiani al primo posto), deve pur finire. Come finì per gli Irlandesi. Guagliù, non se ne può più delle Union Jack sugli zaini, le borse, i jeans e le T-Shirt. Non se ne può più del fish and chips nei centri storici italiani. Non se ne può più della lingua inglese insegnata col metodo the pen is on the table e have you got any brothers or sisters?

Again. Una lingua è tante cose. Questo messaggio va lanciato agli studenti che vogliono davvero imparare una lingua straniera. E se Bloomsday vi sembra, a questo punto, troppo scomodo e James Joyce troppo irritante, siamo davvero sulla buona strada. Invogliare i ragazzi alla ricerca linguistica più che alla formazione linguistica, è uno degli obiettivi di Bloomsday Salerno.

Bruna Autuori

 

cepach_riccardo_2

I protagonisti dell’edizione 2016 – Riccardo Cepach

cepach_riccardo_3L’edizione 2016 di Bloomsday Salerno vanta la presenza di prestigiose personalità ed artisti di spessore.

Uno degli ospiti più attesi è senza dubbio Riccardo Cepach, Responsabile del Museo Svevo e del Museo Joyce di Trieste, che sarà protagonista dell’incontro di sabato 25 giugno (ore 21.00 – Ostello Salerno Ave Gratia Plena – Ingresso libero) intitolato “TRIESTE, AH TRIESTE HATES MY LIVER” – James Joyce a Trieste fra miti e osterie.

Nato il 26 marzo 1970, triestino, dottore di ricerca in Italianistica, conferenziere e relatore in Italia ed all’estero, autore di saggi ed articoli di divulgazione letteraria, collaboratore di lungo corso del quotidiano di Trieste “Il Piccolo”, Riccardo Cepach è il Direttore artistico del Festival “Bloomsday. Una festa per Joyce”, che si svolge ogni anno nei giorni che precedono e seguono il 16 giugno, e della manifestazione “Buon Compleanno Svevo”, che si tiene il 19 dicembre.

Si è sempre interessato con grande attenzione alla straordinaria stagione culturale che Trieste visse a cavallo fra Otto e Novecento, quando personalità come Richard Francis Burton, Umberto Saba, James Joyce ed Italo Svevo rivoluzionarono l’arte letteraria d’Occidente.

Su tali argomenti ed autori – con un’attenzione privilegiata per Svevo – ha realizzato manifestazioni, conferenze, mostre, audiovisivi e libri, fra cui “Quanto hai lavorato per me, caro Fortuna! Lettere e amicizia fra Umberto Saba e Aldo Fortuna” (2007), “Guarire dalla cura. Italo Svevo e la medicina” (2008), “Lastricato di buoni propositi. Il centocinquantenario della nascita di Italo Svevo 1861-2011” (2012), “Alla peggio andrò in biblioteca. I libri ritrovati di Italo Svevo” (con Simone Volpato, 2013), cui si aggiunge la cura del volume di Italo Svevo “Il collaboratore avventizio. L’uomo d’affari. E altre nuove dalla biblioteca perduta” (2013), che raccoglie due giovanili bozzetti sveviani sconosciuti, ed il recente “La Lega delle Nazioni” (con Silvia Buttò, 2015), in cui restituisce al saggio sveviano “sulla teoria della pace” il titolo voluto dall’autore.

Nel corso degli anni ha avuto la fortuna di scoprire o di venir messo sulle tracce di diversi piccoli inediti sveviani, che ha pubblicato sui quotidiani e su riviste.

Riccardo Cepach protagonista di Bloomsday Salerno 2016.
Save the date: 25 giugno 2016.

 

ulissejoyce_bloomschool_liceoclassicocava

“BloomSchool”, il 16 maggio prima tappa al Liceo Classico di Cava de’ Tirreni

Fervono i preparativi di Bloomsday Salerno 2016. Lunedì 16 maggio stuzzicante anteprima dell’iniziativa con la prima tappa di “BloomSchool”.

“Bloomsday” è la commemorazione che si tiene annualmente il 16 giugno a Dublino ed in altre città del mondo per celebrare lo scrittore irlandese James Joyce. La festività rievoca gli eventi dell’“Ulisse”, il suo romanzo più celebre, che si svolge in una sola giornata, il 16 giugno 1904, a Dublino.

Il progetto Bloomsday Salerno, nato da un’idea di Bruna Autuori in collaborazione con l’associazione culturale teatrAzione di Salerno, ha l’obiettivo di colmare quel “gap” che da sempre esiste tra l’opera di Joyce ed il pubblico più generale di lettori, che molto spesso si dichiarano attratti dallo scrittore irlandese, pur non avendo mai letto l’Ulisse in quanto “incomprensibile”.

L’edizione 2016 di Bloomsday Salerno sarà caratterizzata da una serie di eventi in programma nella città capoluogo dal 16 al 25 giugno. Tutti i dettagli dell’iniziativa, con in primo piano le news, il programma, i curatori, i protagonisti ed i sostenitori, sono consultabili sul sito www.bloomsdaysalerno.it, realizzato dall’agenzia di comunicazione integrata MTN Company.

In attesa dell’avvio del programma ufficiale, spazio intanto a “BloomSchool”, la sezione di Bloomsday Salerno creata ad hoc per le scuole salernitane e rivolta, quindi, agli adolescenti.

igorcanto_antonettacapriglione

Igor Canto ed Antonetta Capriglione

James Joyce colpisce ancora, dunque. A fare da apripista a questa nuova ed originale proposta formativa sarà il Liceo Classico “Marco Galdi” di Cava de’ Tirreni (Sa), la cui Aula Magna lunedì 16 maggio ospiterà alle ore 10.00 il reading da “Ulisse”.

La Dirigente scolastica Ester Cherri e le docenti Teresa Raimondi, Antonietta Siani e Monica Tocci hanno detto “sì” all’Ulisse di Joyce, dando ai ragazzi l’opportunità, più unica che rara, di conoscere Leopold e Molly Bloom in “carne ed ossa”.

È stata ancora una volta l’associazione culturale teatrAzione di Igor Canto e Cristina Recupito a farsi avanti nella direzione artistica di questo progetto denso ed articolato. Nei locali del Liceo Classico metelliano andrà in scena la magistrale interpretazione di Antonetta Capriglione ed Igor Canto, che nei panni di Molly e Leopold Bloom si faranno portavoce del monologo interiore più amato di tutti i tempi.

«James Joyce piace perché è “tante cose” – spiega Bruna Autuori, ideatrice e curatrice di Bloomsday Salerno – Sarebbe riduttivo parlare di letteratura quando parliamo di James Joyce. Bloomsday Salerno non è solo un evento culturale, ma è anche una proposta formativa, è un punto di snodo dal quale partono istintive tantissime idee. Una tra queste è l’insegnamento della lingua inglese (che nel caso di Joyce ha molto poco di inglese in senso stretto) attraverso le pagine di Ulisse, proprio perché bisogna liberare gli studenti dall’idea preconcetta che una lingua straniera sia solo un insieme di strutture sintattiche messe insieme in maniera meccanica e strutturata. Una lingua è “tante cose”. Proprio come Ulisse».

L’appuntamento di lunedì 16 maggio al Liceo Classico “Marco Galdi” di Cava de’ Tirreni sarà seguito da altre tappe, la prossima delle quali già programmata per sabato 28 maggio presso l’Oxford Centre – International School of Languages di Salerno.

Per info e contatti:
Bloomsday Salerno 2016 – Tel. 340.8739664 – www.bloomsdaysalerno.itinfo@bloomsdaysalerno.it – Facebook: James Joyce Bloomsday Salerno

 

bloomsday

Bloomsday Salerno

bloomsday

“Bloomsday” è la commemorazione che si tiene annualmente il 16 giugno a Dublino ed in altre parti del mondo per celebrare lo scrittore irlandese James Joyce. La festività rievoca gli eventi dell’Ulisse, il suo romanzo più celebre, che si svolge in una sola giornata, il 16 giugno 1904, a Dublino.

Festa laica in Irlanda, il nome Bloomsday deriva dal cognome del protagonista del romanzo, Leopold Bloom. Inoltre, il 16 giugno è il giorno in cui Joyce e quella che sarà la sua compagna per tutta la vita, Nora Barnacle, si dettero il primo appuntamento.

La prima edizione del Bloomsday si è svolta nel 1950, in occasione del trentennale della pubblicazione dell’Ulisse, ad opera di alcuni scrittori che per celebrare tale ricorrenza ripercorsero le peregrinazioni di Leopold Bloom attraverso la città.

Durante la giornata si svolgono varie attività culturali, come letture pubbliche, drammatizzazioni, convegni, musica, mostre d’arte, laboratori creativi e performances di varia natura, che traggono ispirazione dal romanzo come unico filo conduttore.

Bloomsday Salerno

Il progetto “Bloomsday Salerno”, da un’idea di Bruna Autuori, ha l’obiettivo dichiarato di colmare un certo “gap”, una distanza che da sempre esiste tra l’opera di Joyce ed il pubblico più generale di lettori che molto spesso si dichiarano attratti dallo scrittore irlandese, pur non avendo mai letto/goduto/finito l’Ulisse in quanto “incomprensibile”.

Bloomsday Salerno nasce nello specifico allo scopo di inserire la città di Salerno (unica del Sud, ad oggi, a promuovere l’evento) tra le città italiane ed europee dove da anni quest’evento letterario attira e coinvolge non solo lettori appassionati ed esperti, ma anche e soprattutto chi all’Ulisse di James Joyce non si è mai avvicinato, essendo un’opera letteraria dall’indiscussa complessità per genere e linguaggio.

Con questa logica il Bloomsday campano, la cui prima edizione si è svolta il 16 giugno 2015 nel suggestivo centro storico salernitano, nasce proprio con l’obiettivo di replicare l’evento nel nostro territorio, così come accade già da alcuni anni in molte altre città italiane ed europee, tra cui Dublino, Trieste e Genova.

 

cover_articolo_evidenza

Il Programma di Bloomsday Salerno 2016

bloomsdaysalerno2016_programma

La locandina dell’evento (a cura di Giovanni Potenza)

Questo l’intenso programma dell’edizione 2016 di Bloomsday Salerno, progetto a cura di Bruna Autuori in collaborazione con teatrAzione.

Giovedì 16 giugno, ore 20.30 – Ingresso Libero
Ostello Salerno Ave Gratia Plena, Via Canali (Centro Storico)

– DEDALUS UN FLUSSO DI INCOSCIENZA: esposizione di fumetti da Ulisse di James Joyce, a cura di Salvatore Parola della Scuola Salernitana del Fumetto Comix Ars

– Beer Craft a cura di Highlander Tennent’s Pub di Cava de’Tirreni

– INTRODUZIONE di Bruna Autuori

– FLUIDO ULISSE: performance a cura di Igor Canto e Cristina Recupito

Giovedì 23 giugno, ore 21.00 – Consumazione
King’s Cross Irish Pub, Via Roma 214

– JAMES JOYCE GOSSIP: Concerto degli Emian Pagan Folk

Sabato 25 giugno, ore 21.00 – Ingresso Libero
Ostello Salerno Ave Gratia Plena, Via Canali (Centro Storico)

– TRIESTE, AH TRIESTE HATES MY LIVER – James Joyce a Trieste fra miti e osterie
Incontro con Riccardo Cepach, Responsabile del Museo Joyce di Trieste

A seguire:

– DAL VERDE CHIARO AL VERDE SCURO-LE CONSEGUENZE DELL’IRLANDA
Viaggio tra musica e reading dal libro di Francesco Memoli, accompagnato dal gruppo folk irlandese Wild Irish Way

Per info e contatti:
Bloomsday Salerno 2016 – Tel. 340.8739664 – www.bloomsdaysalerno.itinfo@bloomsdaysalerno.it – Facebook: James Joyce Bloomsday Salerno